I mugugni dell'Omino Tosto

mercoledì, 27 dicembre 2006

Diciamo che ...

... esistono maniere più gioiose per passare il Natale.
E'solo che a volte capitavo cose come queste...
E'solo che magari i tuoi genitori abitano a meno di tre chilometri da lì...
E'solo che, per vie diritte o traverse, morti e feriti, li conosci tutti...
E'solo che hai passato tre giorni a sentire chi si è fatto male, chi si è visto cadere la casa addosso, chi è scappato via un attimo prima, chi era in cucina e ha visto le finestre esplodere, chi si è visto atterrare un muro sul tetto e adesso spera non venga a piovere, chi ...
E'solo che, in quel negozio, la susezza (recitava apposito cartello) ti sei fermato a comprarla un sacco di volte...
E'solo che in quella casa di riposo ci sei stato diecimila volte. Chi l'ha fondata e gestita era un'amica, e trovare persone serie in quell'ambiente è dura...
E'solo che solo adesso capisci quanto sia stupido uscire di casa senza chiudere il gas, o sentire un'odore strano e pensare che sia che qualcuno ha bollito dei cavoli, o credere che "tanto i Vigili del Fuoco li avranno già chiamati"...
E'solo che siamo convinti che solo i piloti dell'Alitalia abbiano delle responsabilità sul loro lavoro e non pensiamo a quante vite stanno in mano a chi sta su di un'autopompa o monta tubazioni...
E'solo che non sappiamo che, altrochè l'Iraq, le armi di distruzione di massa ce le abbiamo in casa tutti, a portata di rubinetto...
Insomma, ragazzi, state in orecchia. E se non ci dovessimo sentire, Buon Anno a tutti.

scritto da: ominotosto alle ore 09:20 | link | commenti (21)
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venerdì, 22 dicembre 2006

... ma c'è una vita sola ...

 ... non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al Natale.
Ovvero: già abbiamo le orecchie piene di auguri che più si dicono sentiti meno si sentono sentiti, di persone che "per lo meno per Natale bisogna che lo chiami", di cenoni incastrati in un organigramma di parenti vicini e lontani, di gente che si fulmina montando le luminarie per il comune, di regali da fare "a persone che hanno già tutto".
Quindi, a sto giro, me ne terrò fuori. Manderò gli auguri alle persone man mano che mi verranno in mente, non voletemene. Ma soprattutto, nell'augurare a tutti non di ottenere in regalo quello che vogliono, ma che si realizzi quello che vogliono, vi chiedo un piccolo regalo per me. Ditemi cosa posso regalare a mia madre, mia nonna e mia zia.
Sono disperato. E ho solo poche ore.
Offro in cambio un posto come "Senior Gift Consultant" in una multinazionale. Ok, ho barato. MultiUtility Intercomunale.

scritto da: ominotosto alle ore 09:04 | link | commenti (5)
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giovedì, 21 dicembre 2006

Si vede ....

... che dopo alcuni mesi sono riuscito finalmente a tornare in centro per scolarmi una birretta (e whisky...) con amici?
In colpevole ritardo pubblico una foto (che qualcuna più lesta di me ha già spedito...) che mi fu richiesta nell'alba dei tempi.
Tanto vi dovevo.
OT

SWEETPs. Seguiranno foto della serata su Flickr...

scritto da: ominotosto alle ore 12:43 | link | commenti
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mercoledì, 20 dicembre 2006

Blog...ritirata !

Dovete stare a sapere (direbbe mia madre) che una delle prime cose che faccio appena arrivato in ufficio (state invece benissimo tutti a sapere che mi alzo presto e di solito sono il primo ad arrivare) è fare una scappata al ces... ehm ... toil ... ehm ... ritirata (come dicevano nelle FS di un tempo romantico).
Doppio vantaggio: non essendoci nessuno mi sento molto più sereno (a casa mia io e la vicina conosciamo perfettamente tutte le vicissitudini dei rispettivi apparati digerenti visto che ci separa un muro-velina) e risparmio qualche pulizia della ritirata domestica causa scarso utilizzo.
Ma mi tocca ammettere che anche la mia ritirata professionale presenta qualche dettaglio increscioso.
Ci sono spesso miasmi infernali dovuti alla vetustà del palazzo (finestre spalancate anche il venti dicembre con conseguente insediamento di una colonia di orsi bianchi nonché di Licia Colò e delle sue caramelle mentose). Ma si rende necessario portare a mente di chiudere dette finestre appena si entra per evitare che, causa intelligentissima disposizione dei sanitari, la minzione divenga uno spettacolo in grado di trasformare il quartiere Mazzini in una succursale del Red Light District di Amsterdam con la pubblica esposizione del picio (Lissbeth Dixit) a piano strada.
Vabbé, veniamo al sodo. Il clima rigido, i miasmi infernali e la magnata indiana di iersera hanno agito su di me come un potente allucinogeno e mi si è formata in mente un'idea (non so se originale) ma che al momento mi è sembrata luminosa (adesso già un po' meno): dopo il fortunato concorso BlogDesk di Perdigiorno (non sto a mettere i link perchè li ho già messi) che ne direste di un BlogRitirata?
Per i vincitori ci saranno ricchi premi: scopino blu usato ma tenuto bene, fornitura per un anno di carta igienicovetrata e una meravigliosa raccolta di fumetti pruriginosi anni '70 (tipo "il Lando") acquistati dalla balotta in stock in un'edicola della riviera due anni fa e pagati a prezzo di saldo, naturale complemento di una ritirata signorile....
Statemi bene e ritiriamoci cantando "E questo è l'innoooo del corpo scioooolto, lo può cantare solo chi ....."

scritto da: ominotosto alle ore 08:47 | link | commenti (10)
categorie: pagine pubiche
martedì, 19 dicembre 2006

Europa Unita

Si sa che da un po' di tempo l'Europa dei dodici è diventata dei quindici e poi dei venticinque.
Ma OminoTosto va oltre...

romania
Chi viene da Sighet, batta un colpo, grazie. Ha vinto una fornitura di tortellini per le prossime feste.
Astenersi falsari e perditempo.
Bun.
OT

scritto da: ominotosto alle ore 16:54 | link | commenti (27)
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Oggi...

... mi sento così.

mici
Buonanotte.

scritto da: ominotosto alle ore 08:57 | link | commenti (9)
categorie: futili, pagine pubiche
lunedì, 18 dicembre 2006

Kensington Road, London

Da alcuni giorni un tema di vitale importanza sta monopolizzando le discussioni nella cripta della Ricerca&Sviluppo (tre 'soggetti', maschi, fra i trenta e gli anta, informatici).
Sono state fatte supposizioni, formulate teorie, stesi schemi e diagrammi esplosi, istituiti think tank, effettuati brainstorming, selezionati volontari per la sperimentazione interna.
Ma ancora non siamo arrivati ad una teoria unanime e la polemica imperversa.
La domanda? A che serve e come (e quanto) funziona questo?
Se mi permettete, per me somiglia un po' troppo a questo.
Come diceva Renato Dallara: "Fate Vobis..."

scritto da: ominotosto alle ore 08:31 | link | commenti (12)
categorie: futili
venerdì, 15 dicembre 2006

Casta nobEliare

Erano mesi che volevo portare un piccolo omaggio ai nostri nobel alla letteratura.
Va bene che ha fatto di meglio, ma l'occasione mi è grata, partendo dal 1906, per un filino di campanilismo...

Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna
e il colle sopra bianco di neve ride.
E' l'ora soave che il sol morituro saluta
le torri e 'l tempio, divo Petronio, tuo;
le torri i cui merli tant'ala di secolo lambe,
e del solenne tempio la solitaria cima.
Il cielo in freddo fulgore adamantino brilla;
e l'aer come velo d'argento giace
su 'l foro lieve sfumando a torno le moli
che levò cupe il braccio clipeato de gli avi.
Su gli alti fastigi s'indugia il sole guardando
con un sorriso languido di viola,
che ne la bigia pietra nel fosco vermiglio mattone
par che risvegli l'anima de i secoli,
e un desio mesto pe 'l rigido aere sveglia
di rossi maggi, di calde aulenti sere,
quando le donne gentili danzavano in piazza
e co' i re vinti i consoli tornavano.
Tale la musa ride fuggente al verso in cui trema
un desiderio vano de la bellezza antica.

(Giosuè Carducci, Nella piazza di San Petronio, Odi Barbare)

scritto da: ominotosto alle ore 16:49 | link | commenti (1)
categorie: otpoetry
giovedì, 14 dicembre 2006

Grandi maestri e somme troie

Stavo scartabellando (come si dice di lettura toilettizia ?) il numero di ottobre di Focus quando tra le pieghe di un articolo simpatico ("il bello delle parolacce", pag. 46), in un riquadro, ho fatto una piccola scoperta.
Si sa che negli anni '60, in Italia, la censura, sia politica che di buongusto, non ci andava con la mano leggera (ne sanno qualcosa i nostri musicisti) e su tutto ciò sono stati scritti torrenti di parole e fatte caterve di trasmissioni televisive .
Ma oltre i casi più noti (da "Brennero '66" dei Pooh - Censurati i Pooh? Ma dai! - alle più note "4.3.1943" di Dalla o "Dio è morto" di Guccini - poi clamorosamente riabilitata. Ciechi e sordi!) uno mi era decisamente sfuggito.
Nel 1965 Fabrizio de Andrè pubblicò (volle pubblicare) una delle sua canzoni che sentirei anche mentre dormo: "La città vecchia".
Io la conoscevo come:

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo
pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue
voglie.

ma in origine (precensura) il testo era:

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo
razza di troia.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua
gioia.

Perchè dunque io adoro la censura? La versione originale era stupenda nel suo mettere in luce il 'perbenismo interessato' della borghesia postbellica, il velo di dignità indegna che si tentava di gettare sulle proprie meschinità.
Ma la versione 'censurata' è un capolavoro inarrivabile. Una assoluto e totale sfottò non solo alla società dell'epoca, ma una ridicolizzazione della censura stessa.
Una censura, ricordiamolo, che in Rai (o era ancora Eiar?) vietava l'uso della parola 'ascella'.
Io non censurerei la parola. Censurerei le ascelle.
Solo i grandi riescono a prenderti per il naso (censura!) facendo ciò che tu chiedi.

scritto da: ominotosto alle ore 08:28 | link | commenti (6)
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mercoledì, 13 dicembre 2006

Vergini?

Visto che vari amici stanno ammazzando il Tempo pubblicando canzoni (magari, se abbiamo tempo, vediamo di fare fuori anche 'Il Resto del Carlino', eh?) , lo faccio anch'io.
E vi regalo (è bello fare bella figura spendendo una canta di Giovanni...) un brano che a me piace veramente molto, ma che fu il mio incubo ai tempi del mio studio matto e disperatissimo dell'inglese  (disperatissimo perchè continuavo a preferire il francese e il dialetto bolognese. Anche adesso).
Magari un senso logico questo brano (almeno in alcuni tratti) ce l'avrà anche, ma i miei due neuroni stanno ancora litigando sul rigore mancato di Batistuta su Paramatti di Fiorentina-Bologna di alcuni anni fa e sono troppo occupati per cercarlo.

We skipped the light fandango
And turned cartwheels across the floor
I was feeling kind of seasick
The crowd called out for more
The room was humming harder
As the ceiling flew away
Whe we called out for another drink
The waiter brought a tray

And so it was that later
As the miller told his tale
That her face at first just ghostly
Turned a whiter shade of pale

She said there is no reason
And the truth is plain to see
But I wandered through my playing cards
Would not let her be
One of sixteen vestal virgins
Who were leaving for the coast
At the moment my eyes were open
They might just as well have been closed

And so it was that later
As the miller told his tale
That her face at first just ghostly
Turned a whiter shade of pale


A whiter shade of pale - Procul Harum

Ps. Ma che cretino che sono! Basta leggere la traduzione in italiano!

scritto da: ominotosto alle ore 10:54 | link | commenti (22)
categorie: pagine pubiche, otrebus

A Bologna lo chiamerebbero "Umarèn Pugnatta". L'OminoTosto c'è in ogni gruppo ma lo si nota solo guardando da vicino. Tiene, di solito, un profilo basso, non è un leader nato e non ha la sindrome del protagonista. Di solito è un pò timido (o finge di esserlo, se gli fa comodo), dà il meglio di sè alla distanza, ma, quando serve, non manca mai e, fra le sue inevitabili boiate, l'idea che fa la differenza, spesso, è sua...

Chi sono

Utente: ominotosto
Nome: Omino Tosto
Altino, pinguino, pizzuto, buongustaio, malmostoso, escatologico, risibile, sensibile, ...

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